Lo specialista del pulito

Il Gelato artigianale visto da Lo Specialista del Pulito

pubblicato il 11 01 2013 | Comments 0

 

Spesso quando lo mangio, devo correre a prosciugare una fontana, a trovarla perché non ce ne sono più.

 

Il fatto dipende dalla bontà del prodotto che ho assaggiato, quando mi presento davanti a una gelateria la prima domanda che mi faccio è: quanti semilavorati utilizzeranno per la produzione, la frutta è quella fresca, dopo quanti giorni il gelato invenduto viene buttato via, nella produzione vengono seguite scrupolosamente le buone norme di igiene, le vaschette sono aperte o sono quelle di una volta che vedevi nei carrettini sulla spiaggia o in città, con il coperchio.

 

Il gelato deve essere morbido ma non gonfiato, il sapore deve rispecchiare il prodotto come da originale, per esempio un gusto di pesca ti deve sembrare che stai mangiando una pesca trasformata in gelato, un gusto fragola deve essere una fragola diventata gelato e il pistacchio, meglio se quello di Brente, ma ne esistono di buoni anche in Turchia, per esempio quelli selezionati da Grom, deve essere ben presente in quello che assaggiamo, non deve essere un lontano ricordo.

 

 

Non deve attaccarsi al palato e deve risultare, come direbbe il buon Artusi,  gentile per lo stomaco, in pratica non devo digerirlo il giorno dopo a cena.

Molta importanza la darei anche alla gestione del “Pulito Disintossicante” ma questo lo potrò scoprire andando a trovare Guido Martinetti e Federico Grom.

 

Copyright © 2013 Lo Specialista del Pulito



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