Lo specialista del pulito

Le macchie non sono impossibili da togliere

pubblicato il 25 10 2013 | Comments 0

 

 

Mutande macchiate, strofinacci unti e bisunti possono essere un problema.

 

La tovaglia di una serata allegra e innaffiata dal buon vino che sbadatamente si rovescia e lascia un ricordo quasi indelebile.

 

I ragazzi che giocano a calcio su quei bellissimi campi erbosi che quando uno di loro per fermare l’avversario scivola per qualche metro ed era una giornata piovosa.

 

Il caffè della mattina (peppina) che inevitabilmente cade, anche se sotto forma di gocce sulla bellissima tovaglia di fiandra.

 

Che dire del pizzaiolo che preparando gli ingredienti base di quello che si trasformerà in uno dei prodotti più amati, la pizza, possibilmente quella lievitata in modo naturale e che quindi non lievita di notte nello stomaco, e che ti fa saltare fuori a prosciugare le fontane.

 

Le macchie sui tessuti sono sempre tenaci e vanno trattate in maniera appropriata, il percarbonato puro è in grado di risolvere questo problema basta pretrattare per una notte in una vaschetta il tessuto da smacchiare ed il gioco è fatto.

 

Ottimo sbiancante all’ossigeno attivo. Si decompone in sostanze normalmente presenti in natura

 

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Pulire il Gres porcellanato può diventare un incubo

pubblicato il 11 10 2013 | Comments 6

 

E’ difficile da riconoscere, eppure l’ottanta per cento delle pavimentazioni posate in Italia sono di questo materiale un po “difficile”.

 

Si può travestire di legno, marmo, granito, ceramica e molto ancora senza che ce ne accorgiamo, è un materiale resistentissimo, a prima vista facile da pulire e da mantenere pulito, ma con il passare del tempo si trasforma in un incubo, il peggiore per chi poi lo deve pulire.

 

Devo dire che a Sassuolo e dintorni, patria della produzione di ceramiche, sono stati capaci di trasformare la semplice ceramica in qualcosa di molto attraente, basta andare a vedere alcune realizzazioni per rimanere a bocca aperta.In pratica hanno preso spunto dai materiali naturali disponibili in natura come il marmo, il travertino, il granito, l’ardesia, il legno, in tutte le possibili varianti, dal colore al disegno, e non hanno fanno altro che prendere una base ceramica molto resistente appunto chiamata gres ed imprimerci a modo fotografia i vari disegni del materiale naturale che più interessa.

 

Vi chiederete adesso perché ho scelto la fotografia che vedete qui sopra, cosa centra con i pavimenti in gress ?

 

Pensate che è la spiegazione per cui questo tipo di pavimento si sporca meno facilmente ma quando è sporco può davvero diventare un incubo.

La micro porosità di un pavimento tradizionale è esattamente come un imbuto nella posizione in cui lo usiamo normalmente, infatti lo sporco si deposita facilmente all’interno della piastrella, altrettanto facilmente riusciamo a pulirlo utilizzando un normale detergente che attraverso i famosi “tensioattivi” rende lo sporco solubile in acqua.

 

Per il gres porcellanato succede esattamente il contrario, essendo l’imbuto rovesciato, lo sporco fa fatica ad entrare in profondità ma  quando arriva il momento di eliminare quello annidato, sono problemi.

 

Per la risoluzione del problema bisogna sapere quello che si fa e visto che noi, modestamente, lo sappiamo bisognerebbe almeno incominciare ad utilizzare i prodotti giusti.

 

 

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Le pietre naturali IL GRANITO

pubblicato il 19 04 2013 | Comments 0

Fra le pietre più dure utilizzate per pavimenti, risulta liscia e compatta, difficilmente accetta trattamenti con cere, anche metallizzate.

 

Per il lavaggio quotidiano va bene questo, sia se la superficie è liscia che porosa.

 

Attenzione a fare lavaggi acidi in presenza di piombature in quanto il prodotto toglierebbe la lucidatura.

 

Per i  miei gusti questa è una pietra freddissima, specialmente nelle versioni lucidate a piombo,  che non metterei mai in casa e nemmeno in giardino, potrebbe rimanere tranquillamente inglobata nella montagna dalla quale è stata estratta, d’altronde se lo usano per aggraziare le tombe ci sarà un perché, ma è una questione di gusti.

 

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La regola del “Spesso e poco” per pulire senza fare fatica

pubblicato il 22 03 2013 | Comments 1

 

Con questa frase mi viene in mente subito il Pellegrino Artusi, maestro di pietanze, anche parlando di cibo una buona regola è proprio questa: mangiare spesso e poco in modo da non appesantire il nostro stomaco che è un bricconcello, infatti si guasta facilmente.

 

Anche nel pulire casa è una regola direi straordinaria, infatti vi permette di non appesantirvi in lavori sfiancanti e di avere sempre un ambiente ordinato che è poi sinonimo di sano, magari unito a luminosità e ricambio di aria.

 

Siamo abituati, molti di noi, a organizzare i lavori di casa suddivisi per giorni della settimana e cosi facendo concentriamo per esempio la pulizia di tutti i pavimenti al Sabato senza pensare che questo lavoro ci  impegnerà molto e metterà a rischio la nostra pazienza.

 

Non avete mai pensato invece di pulire una stanza per volta, magari quando avete dieci minuti liberi ? In questo modo avrete sempre le stanze pulite senza l’assillo di dover fare tutto in un determinato giorno con il rischio che se capita un inconveniente vi salta tutto.

 

La regola del “Spesso e poco” si può utilizzare sempre ricordandosi di non rimandare mai quello che posso fare subito in poco tempo.

 

Il pulito ci rende felici

 

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I lavori domestici non sono mai stati facili come oggi

pubblicato il 19 03 2013 | Comments 0

 

La storia dell’economia domestica, scritta centocinquant’ anni fa da Mrs Beeton ci svela, come scrivono le due signore del pulito inglesi Kim Woodburn e Aggie Mackenzie nel libro “La Bibbia del pulito”, che in effetti le pulizie erano un mestiere molto più faticoso di oggi.

 

“Le donne di servizio dovevano iniziare a lavorare alle sei di mattina in estate e alle sei e mazza in inverno.

In inverno, bisognava pulire i fornelli e accendere i fuochi prima di scopare e spolverare la sala della prima colazione, le scale e il salotto.

 

Si sfacchinava in questo modo fino a sera, quando le donne di servizio si occupavano del cucito.Non c’era pausa.Ovviamente non tutte le case avevano la servitù.In ogni caso, nonostante il passare del tempo, le regole della gestione della casa sono rimaste le stesse fino alla metà del ventesimo secolo, tanto che all’inizio degli anni sessanta erano ancora i giorni della settimana a scandire la sequenza dei lavori domestici.

 

Lunedì era il giorno dedicato al lavaggio della biancheria, e guai a chi non stendeva le lenzuola entro mezzogiorno. Martedì era il giorno dello stiro, Mercoledì del rammendo, giovedì delle pulizie. Venerdì era giorno di paga e, in vista del fine settimana, si cucinava e si facevano gli acquisti.Domenica era il giorno dell’ arrosto a cena e del riposo, per riprendere, il giorno dopo, l’intero ciclo da principio.

 

Adesso le cose sono un pò cambiate e ritengo uno dei sistemi migliori, ma anche di massima allerta, nel senso che non puoi mai rilassarti un attimo, il fare poco e spesso, ma è chiaro che bisogna essere organizzati e soprattutto avere le cose a portata di mano, per esempio dopo aver fatto la doccia, io asciugo subito il cristallo utilizzando un piccolo tergi vetro, rifinisco i bordi con un panno asciutto in micro fibra.

 

In questo modo non mi ritrovo quintali di calcare nella doccia e di conseguenza non perdo mai più di qualche minuto per sistemarla, a parte quel giorno che decido di non fare assolutamente nulla per dedicarmi all’ozio totale.

 

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