Lo specialista del pulito

Cinguettii – Il canto ripetuto di un uccello – Twitter –

pubblicato il 14 10 2014 | Comments 0



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Se vuoi bere la birra buona deve essere pulita

pubblicato il 26 09 2014 | Comments 0

Foto di beerblog

 

Industriale, artigianale o agricola basta che sia pulita.

Definizioni che uso tanto per intendersi perché come scrive Matteo Zamorani Alzetta nel suo libro “Il racconto della birra” edito da Vallardi, è difficile dare delle etichette precise a questa bevanda fatta di cereali, acqua, luppolo e lievito.

 

Scopro molte informazioni per gli appassionati spinti della birra, chiamati “beer nerd” o “beer geek”, ma anche per me che la birra la bevo soprattutto nei periodi caldi e che nel bicchiere ricerco la freschezza e la leggerezza di un soffio di vento che mi tolga l’arsura.

 

Mi ha illuminato sui metodi di produzione, naturale, alta e bassa fermentazione e sull’esistenza di un locale di Nembro, poco distante da casa mia, che non mancherà di essere visitato e quindi meta di una fresca bevuta.

 

Verso la fine del libro spiega un argomento a me caro visto che riguarda il mestiere che frequento da venticinque anni.

 

Difficilmente se ne parla ma in tutte le attività quotidiane è presente, e ci migliora la vita anche se non ci facciamo caso, diamo per scontato il fatto di essere circondati di profumi e pulito ma solo quando respiriamo odori sgradevoli o capitiamo in un locale sporco ci rendiamo conto della diversità che a mio parere è abissale in quanto il pulito ci rende felici o quantomeno aiuta ad esserlo.

Vorrei vedere se uno anche positivo di natura dovesse vivere in un ambiente maleodorante, sporco e disordinato se riuscisse a trovare la felicità anche se fosse circondato da muse ispiratrici.

 

Provate a vivere in una casa sporca e disordinata, (anche il disordine equivale a sporco), provate a lavorare un un ufficio dove i bagni non sono curati e ben profumati e poi tirate le conclusioni.

Vogliamo esagerare, anche l’ordine e l’architettura di un territorio possono trasmettere la positività (pulito) oppure essere deprimenti (sporco).

Vedere dove sono cresciuti Larry Page e Sergey Brin, i creatori di Google e Mark Elliot Zuckerberg creatore di Facebook per tirare le conclusioni.

Ma veniamo al punto

 

Scrive Matteo “La riuscita di una buona birra dipende dalla pulizia e dalla sanitizzazione di qualunque cosa entri in contatto con il mosto. Con il termine pulizia si intende la rimozione di materiale organico dalla strumentazione e dalle attrezzature mediante l’impiego di detergenti. La sanitizzazione si occupa invece di eliminare la maggior parte di agenti patogeni, come batteri e lieviti selvaggi”.

Copyright © 2014 Lo Specialista del Pulito



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E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante

pubblicato il 12 09 2014 | Comments 0

da pedal-power.com

 

Quello che probabilmente resta il miglior disco di Lucio Battisti mi serve da ispirazione per parlare di un argomento assurdo-futuristico forse possibile, sicuramente faticoso.

 

Pensate di lavorare al PC pedalando, infatti l’energia è auto prodotta.

Certo che se in un ufficio pieno di scrivanie dovessimo applicare questa simpatica trovata avremmo bisogno anche del locale doccia se non si vuole asfissiare per il sudore abbondante che si creerebbe.

 

Ameno che un genio non riuscisse a non far puzzare il sudore, (facendo mangiare saponette alla lavanda o alla camomilla subito dopo un cornetto alla nutella e un caffè nero bollente) e magari a riutilizzarlo come fonte di energia alternativa, di certo ci sarebbe un bel risparmio economico e si svuoterebbero le palestre e le piscine e magari una persona avrebbe più tempo per leggere, mangiare o farsi una passeggiata.

 

Certo io non riesco a immaginare interi uffici che tu arrivi dentro e  vedi una batteria di impiegati vestiti come se fosse una scampagnata di quelle della domenica mattina che pedalano come matti intenti a battere il record di velocità statica e che non ti possono dare retta altrimenti salta la luce.

 

Vogliamo parlare di giacche, cravatte, abiti, gonne, scarpe vertiginose e di mascara che si scioglie come neve al sole, e poi chi lo spiega ai burocrati, che in questi giorni stanno calcolando in quanti mq un dipendente pubblico deve lavorare, che c’è bisogno di un reparto spogliatoi e possibilmente delle docce ?

 

Nell’attesa che tutto cambi rimetto sul giradischi quel bel disco di Lucio Battisti e sorrido



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Fra qualche anno i denti li laveremo connessi a internet.E le galline ?

pubblicato il 21 03 2014 | Comments 0

 

Il tempo inesorabile scivola via, irreversibile come la nostra vita.

 

Negli ultimi anni, con l’avvento di Internet abbiamo pensato che questo strumento immateriale ci potesse semplificare e liberare la vita di tutti i giorni, magari anche solo per un momento, il tempo necessario per abbassarci a raccogliere un fiore e farci inebriare dai suoi profumi.

 

Ma niente, le cose da fare, o che vogliamo fare, si sono moltiplicate e di conseguenza il nostro tempo si è di nuovo ingolfato come se si fosse ristretto, avete presente un maglione di lana infeltrito ? ecco uguale.

 

Sara davvero utile quello che ci sta arrivando dal futuro, si chiama Internet delle cose e permetterà a tutto quello che ci circonda di entrare in rete, e cosi facendo registrerà ogni nostra mossa, se applicato allo spazzolino da denti capterà nella nostra bocca se è ora di prenotare il dentista o di lavarci i denti.

Ci aiuterà anche nei movimenti da seguire visto che ne traccerà ogni direzione.

 

Anche in cucina diventerà il nostro alleato entrando nel frigorifero per segnalarci se il contenuto sta scadendo o è in putrefazione, sarà collegato al nostro supermercato preferito che in automatico ci spedirà la spesa sotto casa.

 

Ci ricorderà che è arrivato il momento di fare pulizia o di cambiare aria monitorando le particelle invisibili che respiriamo ma una delle cose che sto aspettando con più trepidazione è di poter tracciare la catena di produzione di tutto quello che arriva sulle  nostre tavole per scoprire finalmente come vengono allevate le galline e soprattutto se si nutrono di vermi beccati grazie alla zampetta che fruga nel prato o se sono state costrette a beccare attraverso una gabbia di 30 centimetri quadrati del mangime di non si sa che cosa.

Ma questo è un altro discorso e visto che è primavera sorrido.

 

 

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Il primo appartamento dei futuri Rolling Stones fu di uno squallore epico

pubblicato il 22 11 2013 | Comments 0

 

All’inizio fu lo sporco e il disordine a farla da padrone, eravamo nei primi anni sessanta quando si stavano, piano piano, componendo quello che sarebbe diventato uno dei gruppi musicali più importanti del secolo.

 

I Rolling Stones, scopro leggendo la biografia di Mick Jagger scritta da Philip Norman, che il primo appartamento costava 16 sterline alla settimana.

“Mick divideva l’unica camera da letto vera e propria con Keith, mentre Brian dormiva su un divano in salotto.

Il bagno era antiquato, con una vasca e un lavandino scheggiati e scoloriti, e dai rubinetti scendeva a stento un filo d’acqua color ruggine.

 

L’unica toilette era in comune e si trovava al piano di sotto. Gia al loro arrivo quel posto era terribilmente sgradevole, ma presto raggiunse uno squallore epico.I letti erano perennemente disfatti; il lavello della cucina traboccava di piatti sporchi e bottiglie di latte vuote incrostate di muffa.I soffitti erano anneriti dal fumo delle candele e coperti di disegni e graffiti, mentre i vetri delle finestre erano appannati da due dita di sporcizia, tanto da far pensare agli ospiti occasionali che ci fossero spessi tendoni sempre chiusi.

 

Quando si presentò un altro potenziale coinquilino, un giovane tipografo di nome James Phelge, il suo cognome si dimostrò curiosamente anagrammatico: ottenne infatti il consenso degli altri grazie alla sua abilità nello “scatarrare”, ovvero nello sputare pezzi di catarro sul muro formando un’orribile decorazione al posto della carta da parati.



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Le salviettine umidificate sono morbide, profumate e alleate degli idraulici

pubblicato il 19 10 2013 | Comments 0

 

Alleate anche delle grosse cisterne puzzolenti che poi devono intervenire per sturare le fogne.

 

La confezione è accattivante, tipo soffice plastificato, inizialmente create per i neonati sono diventate compagne di viaggio ma anche fra le mura domestiche degli adulti.

 

Hanno il profumo che ti viene voglia di mangiarle possibilmente non usate, morbide e inumidite comode da passare come fosse una carezza vellutata sul deretano, la comodità sta nella resistenza all’abrasione.

 

Il problema è che spesso non vengono buttate in apposito contenitore ma gettate nello scarico del bagno dove solitamente ci andrebbe solo la carta igienica.

Questo sta creando problemi alle fogne che si intasano per il tappo che si viene a creare, senza considerare l’impatto a livello di ambiente, visto che queste morbide salviettine sono fatte di plastica.

 

Va bene usarle ma almeno cerchiamo di buttarle nel contenitore e se non l’abbiamo corriamo a procurarcene uno eviteremo di dover chiamare, e pagare profumatamente, una cisterna che dovrà sturare la fogna.

 

 

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Tutto è perduto fuorché l’odore, viaggio odoroso nel tempo

pubblicato il 20 09 2013 | Comments 0

 

Penso ai miracoli della pubblicità.

Uno dei vantaggi derivati dall’invasione della comunicazione pubblicitaria è stata proprio quella di aver aumentato l’igiene della bocca e del corpo, infatti anche i meno propensi ad avere rapporti ravvicinati con l’acqua mista a sapone, si sono fatti convincere, probabilmente senza accorgersene, come capita spesso con la pubblicità, se non tutti i giorni almeno alla bisogna cosi da non far svenire le persone che per qualche motivo devono avvicinarsi a noi durante la giornata.

Ma non è sempre stato cosi

 

Scopro che nell’ottocento c’era anche chi amava andare alla ricerca di donne che facevano lavori sporchi, più erano sporchi e più piacevano ad Arthur Munby, inglese, avvocato e scrittore che le amava mascoline, cosi che la sua schiava, la mandava a lavorare nel letamaio e poi a ripulire il caminetto dalla fuliggine.

La sposo dopo vent’anni in gran segreto.

 

Storie di grandi personaggi che però avevano un cattivo rapporto con la pulizia personale, le trovo leggendo il nuovo libro di Giuseppe Scaraffia “I piaceri dei grandi”  Sellerio editore, Prendiamo Honorè de Balzac, scrittore, drammaturgo, critico letterario, saggista, giornalista e stampatore francese, che nel 1837, per non distrarsi dal lavoro, non si lavava e non si radeva da un mese”.

 

Anche Giacomo Leopardi puzzava, infatti “opponeva una tenace resistenza a chi tentava di fargli fare il bagno” e guai a cambiare la biancheria.

 

Pensate che il filosofo Schopenhauer era pessimista sull’utilità del sapone.

Sainte-Beuve, critico letterario, scrittore e aforista francese si lavava il viso solo per le serate di gala mentre Rimbaud che viaggiava spesso, non aveva mai lo spazzolino da denti e il ricambio della biancheria mentre si divertiva a spargere i propri pidocchi in faccia agli antipatici.

 

La mantenuta da Mallarmè è scappata dalla camera da letto dopo aver visto come erano ridotte le lenzuola in cui l’amato aveva dormito.

 

Evviva il sapone.

 

 

 

Copyright © 2013 Lo Specialista del Pulito



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Pulizia, ordine, disciplina ci aiutano a vivere meglio

pubblicato il 06 09 2013 | Comments 0

 

“Ogni attività della vita quotidiana contiene un insegnamento su
cui si potrebbe meditare.

 

Sapete per esempio che ogni giorno dovete
consacrare almeno qualche minuto a tenere pulita e in ordine la
vostra casa, altrimenti l’esistenza diverrebbe ben presto
insopportabile.

 

Allora, perché non avete ancora compreso la
necessità di pulire e mettere ordine anche nel vostro mondo
interiore, con la stessa pazienza, la stessa regolarità e la
stessa tenacia?

Ovviamente, se la vostra casa è diventata troppo
sporca o troppo ingombra o troppo trasandata, avete sempre la
possibilità di andare ad abitare altrove.

 

Ma provate a
traslocare fuori da voi stessi!…

 

È quindi ogni giorno, instancabilmente, che dovete visitare il
vostro mondo interiore e dire: «Vediamo: cosa c’è che non
va?», e non lasciare le cose in disordine, non lasciare che
polvere e sporcizia si accumulino, altrimenti verrà il momento
in cui sarà troppo tardi per rimediare alla situazione.

 

È ogni giorno, e più volte al giorno, che occorre fare pulizia, vale a
dire riportare l’ordine, la purezza, la pace e l’armonia
dentro di sé.”

 

Omraam Mikhaël Aïvanhov



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Cinguettii – Il canto ripetuto di un uccello – Twitter –

pubblicato il 21 08 2013 | Comments 0


 

 

 

 

 

 

 



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La Cornamusa può avere problemi di pulizia

pubblicato il 21 06 2013 | Comments 0

 

Uno strumento che fin dalle prime volte mi ha affascinato, strano al punto che ti domandi come faccia ad emettere dei suoni, eppure li emette e sono anche gradevoli, ammaglianti nella versione Irlandese (uilleann pipe) che risulta essere più dolce all’udito.

 

Lo strumento composto da pelle di pecora e di mucca nelle versioni originali e di tessuto Gore-Tex nelle versioni più moderne ha recentemente creato problemi di salute a uno zampognaro, infatti nella sacca della Cornamusa si era annidato un pericolosissimo fungo che ha messo a rischio di vita l’uomo che, ci si è accorti dopo, non puliva la sacca da più di 18 mesi.

 

 

Da qui la discussione si è allargata al fatto di utilizzare la pelle di animale oppure i derivati sintetici per la costruzione della famosa sacca che andrebbe disinfettata regolarmente per evitare problemi simili.

 

Si può utilizzare un prodotto da vaporizzare all’interno oppure, come sostengono i veterani, utilizzare del miele che è anche antibatterico.

 

Se fossi un suonatore di cornamusa mi affiderei alla dolcezza del miele, ma visto che il pentagramma per me è uno sconosciuto sarà una cosa remota,  intanto si può sempre chiudere gli occhi per un istante e sognare.

 

Copyright © 2013 Lo Specialista del Pulito



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