Lo specialista del pulito

Ho visto l’isola che non c’è piena di farfalle

pubblicato il 04 10 2013 | Comments 0

 

Mentre ci stiamo dimenticando che il pianeta si sta sciogliendo, anche perché non è vero, in uno dei miei sogni ad occhi aperti incomincio a vedere i centri delle grandi città, ma anche di quelle piccole, liberati una volta per sempre dal traffico motorizzato e rumoreggiante.

 

Vedo alberi rigogliosi, fiori lungo i marciapiedi, la dove prima cera un parcheggio un praticello soffice e verde che ti viene voglia di sdraiarti, sento il profumo dell’erba che mi invade e mi ricorda quando, da bambino, correvo all’impazzata nell’erba alta dei prati pieni di fiori di cicoria pronti a prendere il volo in un soffio bianco e erbe selvatiche, di quelle commestibili, che adesso si lasciano appassire perché non in grado di riconoscere.

 

Vedo bambini con il pallone e non  mi viene l’ansia che gli possa scappare lontano, le panchine piene di gente che legge il giornale e che lecca un gelato, uno di quelli presi dal carrettino variopinto spinto dall’omino con il cappello che ti viene voglia di mangiare un gelato, anche solo per rievocare il vecchio gesto.

 

Vedo le signore del cappuccino e brioche uscire senza timore dalle caffetterie, sorridenti e beate, l’unica preoccupazione è rivolta al tacco delle scarpe nuove che non si infili nel ciottolato che corre lungo la strada.

Anche quelle con il cane al guinzaglio mi sembrano più serene, a parte che ogni tanto penso che sia più importante il cane del marito che, nel migliore dei casi hanno accanto, ma senza guinzaglio apparente.

 

Vedo le case di un bel colore vivo e non quel colore uniforme tipo fumo di Londra, sento anche della musica provenire da una cucina, probabilmente si stanno preparando i ravioli e il profumo che mi arriva al naso preannuncia una torta fatta in casa.

 

Ma mentre mi incammino, con il naso all’insù,  guidato dal profumo del dolce burroso un gruppo di farfalle mi taglia la strada, mi fermo incantato e le guardo, leggere e colorate mentre vanno ad appoggiarsi sul gelsomino alle mie spalle, un soffio di vento le spinge lontano e penso che non le rivedrò mai più.

 

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La Pulizia dell’Aria Sorvegliata dalle Api

pubblicato il 03 09 2008 | Comments 0

Photo by G & A Scholiers

 

Tecnicamente si definisce monitoraggio biologico quello che compiono le Api messe nelle vicinanze di insediamenti produttivi.

E’ il caso dell’ Italcementi che dal 2002 in Abruzzo ha avviato questo esperimento, è notizia di questi giorni che anche a Calusco d’Adda, dopo l’Estate verranno “assunte” 350 mila Api proprio a protezione di quell’area produttiva dell’Italcementi.

 

Oltre a controllare la qualità  dell’aria naturalmente si produce, a detta dei responsabili, dell’ottimo Miele che viene poi regalato sotto forma di Gadget.

Nel momento in qui gli scarichi nocivi dell’azienda dovessero entrare nell’atmosfera, ci si accorgerebbe immediatamente dal fatto di non vedere più ritornare nelle Arnie le Api.



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