Lo specialista del pulito

Il primo appartamento dei futuri Rolling Stones fu di uno squallore epico

pubblicato il 22 11 2013 | Comments 0

 

All’inizio fu lo sporco e il disordine a farla da padrone, eravamo nei primi anni sessanta quando si stavano, piano piano, componendo quello che sarebbe diventato uno dei gruppi musicali più importanti del secolo.

 

I Rolling Stones, scopro leggendo la biografia di Mick Jagger scritta da Philip Norman, che il primo appartamento costava 16 sterline alla settimana.

“Mick divideva l’unica camera da letto vera e propria con Keith, mentre Brian dormiva su un divano in salotto.

Il bagno era antiquato, con una vasca e un lavandino scheggiati e scoloriti, e dai rubinetti scendeva a stento un filo d’acqua color ruggine.

 

L’unica toilette era in comune e si trovava al piano di sotto. Gia al loro arrivo quel posto era terribilmente sgradevole, ma presto raggiunse uno squallore epico.I letti erano perennemente disfatti; il lavello della cucina traboccava di piatti sporchi e bottiglie di latte vuote incrostate di muffa.I soffitti erano anneriti dal fumo delle candele e coperti di disegni e graffiti, mentre i vetri delle finestre erano appannati da due dita di sporcizia, tanto da far pensare agli ospiti occasionali che ci fossero spessi tendoni sempre chiusi.

 

Quando si presentò un altro potenziale coinquilino, un giovane tipografo di nome James Phelge, il suo cognome si dimostrò curiosamente anagrammatico: ottenne infatti il consenso degli altri grazie alla sua abilità nello “scatarrare”, ovvero nello sputare pezzi di catarro sul muro formando un’orribile decorazione al posto della carta da parati.



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Tutto è perduto fuorché l’odore, viaggio odoroso nel tempo

pubblicato il 20 09 2013 | Comments 0

 

Penso ai miracoli della pubblicità.

Uno dei vantaggi derivati dall’invasione della comunicazione pubblicitaria è stata proprio quella di aver aumentato l’igiene della bocca e del corpo, infatti anche i meno propensi ad avere rapporti ravvicinati con l’acqua mista a sapone, si sono fatti convincere, probabilmente senza accorgersene, come capita spesso con la pubblicità, se non tutti i giorni almeno alla bisogna cosi da non far svenire le persone che per qualche motivo devono avvicinarsi a noi durante la giornata.

Ma non è sempre stato cosi

 

Scopro che nell’ottocento c’era anche chi amava andare alla ricerca di donne che facevano lavori sporchi, più erano sporchi e più piacevano ad Arthur Munby, inglese, avvocato e scrittore che le amava mascoline, cosi che la sua schiava, la mandava a lavorare nel letamaio e poi a ripulire il caminetto dalla fuliggine.

La sposo dopo vent’anni in gran segreto.

 

Storie di grandi personaggi che però avevano un cattivo rapporto con la pulizia personale, le trovo leggendo il nuovo libro di Giuseppe Scaraffia “I piaceri dei grandi”  Sellerio editore, Prendiamo Honorè de Balzac, scrittore, drammaturgo, critico letterario, saggista, giornalista e stampatore francese, che nel 1837, per non distrarsi dal lavoro, non si lavava e non si radeva da un mese”.

 

Anche Giacomo Leopardi puzzava, infatti “opponeva una tenace resistenza a chi tentava di fargli fare il bagno” e guai a cambiare la biancheria.

 

Pensate che il filosofo Schopenhauer era pessimista sull’utilità del sapone.

Sainte-Beuve, critico letterario, scrittore e aforista francese si lavava il viso solo per le serate di gala mentre Rimbaud che viaggiava spesso, non aveva mai lo spazzolino da denti e il ricambio della biancheria mentre si divertiva a spargere i propri pidocchi in faccia agli antipatici.

 

La mantenuta da Mallarmè è scappata dalla camera da letto dopo aver visto come erano ridotte le lenzuola in cui l’amato aveva dormito.

 

Evviva il sapone.

 

 

 

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Pulizia, ordine, disciplina ci aiutano a vivere meglio

pubblicato il 06 09 2013 | Comments 0

 

“Ogni attività della vita quotidiana contiene un insegnamento su
cui si potrebbe meditare.

 

Sapete per esempio che ogni giorno dovete
consacrare almeno qualche minuto a tenere pulita e in ordine la
vostra casa, altrimenti l’esistenza diverrebbe ben presto
insopportabile.

 

Allora, perché non avete ancora compreso la
necessità di pulire e mettere ordine anche nel vostro mondo
interiore, con la stessa pazienza, la stessa regolarità e la
stessa tenacia?

Ovviamente, se la vostra casa è diventata troppo
sporca o troppo ingombra o troppo trasandata, avete sempre la
possibilità di andare ad abitare altrove.

 

Ma provate a
traslocare fuori da voi stessi!…

 

È quindi ogni giorno, instancabilmente, che dovete visitare il
vostro mondo interiore e dire: «Vediamo: cosa c’è che non
va?», e non lasciare le cose in disordine, non lasciare che
polvere e sporcizia si accumulino, altrimenti verrà il momento
in cui sarà troppo tardi per rimediare alla situazione.

 

È ogni giorno, e più volte al giorno, che occorre fare pulizia, vale a
dire riportare l’ordine, la purezza, la pace e l’armonia
dentro di sé.”

 

Omraam Mikhaël Aïvanhov



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Il veleno dell’ Eternit nascosto anche nei prodotti di tutti i giorni

pubblicato il 14 06 2013 | Comments 0

 

Ogni volta che leggo Stefano Cingolani scopro cose che sarebbe meglio non sapere.Le particelle dell’ Eternit sono 1200 volte più piccole di un capello e dopo averne sparso dappertutto si sono accorti che erano mortali. Probabilmente lo sapevano e hanno fatto finta di nulla per interessi ben visibili e per prendersi il tempo di reinventarsi nuovi mercati, uno dei quali l’abbiamo conosciuto molto bene perché per anni al polso se non avevi uno Swatch (orologio in plastica variopinto) non eri nessuno.

 

“Ferri da stiro, tetti, guanti da forno, schermi cinematografici, filtri per pipe e sigarette mentolate, asciugacapelli, carrozze ferroviarie, navi, vernici, assorbenti interni, scuole, linoleum, tubature, scappamenti o freni per auto, canne fumarie, guanti e vestiti ignifughi, persino i ripiani dei forni per il pane e la pizza o i filtri per il vino, tutto sprigionava la polvere grigiastra che fa impazzire le cellule. Ogni nostro gesto, inconsapevole passo verso l’abisso,
riempiva di franchi svizzeri le casse della famiglia Schmidheiny”.

 

Come spesso capita in nome del progresso e del commercio si è disposti a fare qualsiasi cosa, la domanda che mi pongo a questo punto è che non stia succedendo la stessa cosa con altri prodotti e sostanze che fra qualche anno incominceranno a dirci che sono nocive, non lo sapevate prima, non potevate fare ricerca in maniera alternativa e non direttamente sui nostri corpi e sulle nostre menti.

 

Anche per molte sostanze contenute nei detersivi per la pulizia della casa c’è il sospetto che vi siano sostanze pericolose e spesso utilizzate senza conoscerne gli effetti a lungo termine sul nostro corpo, infatti per mantenere i prezzi di produzione sempre più bassi non vengono svolte adeguate ricerche, che necessitano di tempi lunghi, e cosi si continua a spargere “veleni” che il nostro organismo assimila piano piano.

 

Per cercare di proteggerci sarebbe bene usare detersivi  creati seguendo delle regole che ci tutelino visto che i prodotti per la pulizia dovrebbero servire per renderci la vita più gradevole.

 

Copyright © 2013 Lo Specialista del Pulito

 



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La pulizia intesa come rinnovamento di chi dovrebbe prendere le decisioni per l’interesse di tutti e invece le ha sempre plasmate subdolamente per i propri interessi, ma per fortuna siamo alla frutta.

pubblicato il 26 04 2013 | Comments 0

 

In  momenti come questo viene difficile mantenere l’entusiasmo e l’ottimismo, motore di un sano sviluppo, sono però convinto che per gli individui che ci vogliono raggirare pensando che ci sia ancora spazio per  loro, il tempo è ormai scaduto e lo hanno capito benissimo, in poco tempo verranno dimenticati e spazzati via.

 

Il mio disgusto lo voglio esprimere affidandomi alle parole di un condottiero e politico inglese.

 

di Oliver Cromwell, 20 aprile 1653.
«È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che voi avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con la pratica di ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli.

 

Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi?

 

È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene del Commonwealth? Voi, sporche prostitute, non avete forse sporcato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con i vostri principi immorali e atti malvagi?

 

Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave.

 

In nome di Dio, andatevene!».



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I pavimenti nell’ottocento sembravano più a una stalla

pubblicato il 02 01 2013 | Comments 0

Leggendo “Breve storia della vita privata” di Bill Bryson ho scoperto come si viveva qualche anno fa.

 

Se ci dobbiamo immaginare dei pavimenti anche datati non possiamo mai arrivare a immaginare quello che erano nell’ottocento .

 

“Anche nelle case migliori i pavimenti erano di terra battuta cosparsa di paglia, ricettacolo di sputi, vomito, urina di cani e di uomini, birra versata, resti di pesce e altre innominabili sporcizie a riportarlo Erasmo da Rotterdam”.

 

In gran parte di Gran Bretagna e Irlanda i pavimenti di terra battuta rimasero in uso fino al XX secolo.



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L’arte ispirata da un orinatoio di Duchamp e dalla merda di Manzoni, due modi di interpretare il mondo che ci circonda, tempi lontani che diventano attuali, infatti le opere risalgono, il primo al 17 e l’altro agli anni sessanta, la differenza è solo che, adesso la merda invece che in scatola ce la tirano in faccia ed è talmente tanta che non ne avvertiamo nemmeno il fetore.Ai tempi erano delle provocazioni adesso fanno sul serio.

pubblicato il 06 11 2012 | Comments 0

 

Marcel Duchamp , Fontana , 1917

 

La Merda d’artista. Il corpo magico dell’artista. Il 12 agosto 1961 Piero Manzoni

 

 

Immagini collegate:



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“Whole Foods” Le parole dell’eco sostenibilità – abecedario –

pubblicato il 05 10 2012 | Comments 0

Foto di  Billy Alexander

 

La curiosità che è in me mi porta a parlavi di una catena di negozi americani che ho scoperto leggendo l’ultimo libro di Jovanotti, quello scritto con Franco Bolelli e che è nato dalle comunicazioni via mail durante le proprie esperienze quotidiane in giro per il mondo.

 

Il libro si intitola “Viva Tutto” e lo definirei genuino, quindi fa per me, ma veniamo al sodo.

Jovanotti, come altri italiani, è uno di quelli che per rigenerarsi e trovare nuove ispirazioni per la sua musica gira molto e soprattutto ama NY, proprio qui ha scoperto una catena di negozi che hanno puntato la produzione su alimenti genuini e soprattutto stravaganti come per esempio la prugna antinvecchiamento, caffè antimpoverimento oppure il fermento lattico antiammalamento per non parlare della proteina antistanchezza.

 

L’impostazione, tanto per intenderci, almeno nell’aspetto estetico, è un po quella che Oscar Farinetti ha dato alla propria creatura Eataly, luogo della genuinità e della salvaguardia del prodotto locale, almeno nell’intento iniziale.

 

Infatti anche lui ormai ha perso di vista la missione cui si era imposto svoltando anche su produzioni industriali anche perché i prodotti genuini e di nicchia, quelli fatti dalle mani dell’uomo, non possono diventare per tutti.

 

L’ultima volta che ci sono andato era a Torino e già si vedevano scaffali sospetti e cioè pieni zeppi di prodotti diversi fra loro ma fatti tutti nello stesso posto e dalla stessa azienda, il mio entusiasmo è calato e mi sono rifatto mangiando una pizza fatta con “farina biologica, tipo 1, di grano tenero, ottima per la produzione di pane e pizza, chiamata anche “buratto” (nome che deriva dal tipo di setaccio utilizzato), macinata a pietra naturale.

La macinazione a pietra lascia il prodotto “vivo” perché non viene surriscaldato e all’interno rimangono intatti gli oligominerali presenti naturalmente nel chicco del grano; questo procedimento fa sì che la farina sia più nutriente, più digeribile, profumata e gustosa”.

 

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L’ecologia in un buon bicchiere di vino

pubblicato il 29 06 2012 | Comments 2

 

Bere del buon vino è un’attività assolutamente in linea con la nuova tendenza all’ecologia e tutto quello che segue.

 

Lo sostiene anche il filosofo e polemista di rango inglese Roger Scruton nel libro “Bevo dunque sono”.

 

“Il peggior uso del denaro è quello che aumenta l’indegno cumulo delle auto d’epoca o delle case di cattivo gusto; il migliore è comprare un vino supercostoso.

 

Trasforma i soldi in urina biodegradabile e li reimmette nel flusso primordiale”.

 

Penso che in miglior modo non si potrebbe spiegare, ha trasformato il concetto filosofico in qualcosa di tangibile e reale applicato all’ecologia, alla sostenibilità e per stare in tema all’enologia.

 

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La lama di Massimo Bottura

pubblicato il 15 06 2012 | Comments 0

 

Definirlo semplicemente un cuoco non rende l’idea, se si crede all’esistenza delle molte dimensioni, quella in cui ti può portare Massimo Bottura è una delle più gradevoli e profonde, la sua è arte in cucina, e come succede per i più grandi coinvolge tutti i sensi, dall’olfatto alla vista senza trascurare l’udito,  perché questo è il segreto che fa la differenza.

 

Vorrei prenderlo come spunto quando dice che “un’ oliva tagliata con una lama affilata male, acquisisce un sapore sgradevole” e quindi è di fondamentale importanza l’affilatura dei coltelli, tant’è vero che i suoi collaboratori a ogni fine serata dedicano un’ora solo per curarne l’affilatura.

 

Questa attenzione nei particolari la dovremmo mettere anche quando parliamo di igiene e di pulito negli ambienti che ci circondano, perchè si contribuisce ad innalzare la qualità della vita anche se in modo inconscio.

 

Infatti, nei momenti di benessere,  spesso non ci accorgiamo dei contorni, dal sottofondo che ha reso possibile questo stato, chiamiamolo di grazia, se scendessimo nei particolari magari eravamo seduti ad un ristorante ben fatto e curato con i camerieri ben vestiti e gentili, che ci portavano piatti che prima di assaggiare avevamo mangiato con gli occhi, e questo è solo un esempio, come si vede il “contorno” di un nostro stato di benessere deriva anche dall’ordine e dal pulito, per passare  nei casi di necessità all’igiene.

Adesso mi mangio l’oliva…

 

Copyright © 2012 Lo Specialista del Pulito



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