Lo specialista del pulito

Sul lago di Endine in provincia di Bergamo la sporcizia che non ti aspetti invade i giardini pubblici

pubblicato il 13 09 2013 | Comments 0

 

Non è la prima volta che mi succede, era già successo qui.

Uno si sforza nel pubblicare sempre cose viste dal lato positivo-divertente, ma ogni tanto la pazienza sfugge.

 

Per caso mi trovavo a passare in una zona di ristoro pubblica sulle rive di un piccolo lago, ma carino, che esiste vicino a casa mia, per una grigliata improvvisa, quelle dell’ultimo momento che non sai cosa ti aspetta e dove andrai a grigliare, se troverai da sederti oppure dovrai addentare stando in piedi, spiedini e braciole ma anche il cotechino arrostito.

 

Dalla strada si intravede una griglia inspiegabilmente abbandonata e nel mezzo di un prato e allora inchiodo la macchina e mi precipito fiducioso e beato per la tanto sospirata grigliata.

 

Arrivato sul posto il disgusto mi assale misto a rabbia repressa che vorrebbe trovare uno sfogo nel prendere a calci nel culo quei maleducati puzzolenti che hanno degradato un posto cosi bello.

Il fatto è che molti di questi sono ancora beatamente sdraiati su quello che dovrebbe essere un lieve praticello morbido e verde, appunto in riva al lago con tanto di ninfee, felci, canne di bambù e barchette galleggianti.

 

 

Carta, mozziconi, tappi di plastica, tappi in alluminio, gambe di sedia, sedia senza gambe, contenitori di succhi, sacchetti non degradabili, unto sui tavoli e sulle panche in legno, scritte ovunque e cartelli divelti, quelli dei pescatori che sono stati infilati nel mezzo di tre alberi, i cestini poi, solo due nel raggio di cento metri, sono strabordanti di immondizia e sfondati come fossero stati infilati da un corpo grosso il doppio della capienza, insomma il degrado assoluto.

 

Perché quando non siamo visti e comunque in un branco ci comportiamo come fossimo allo stato brado ? come è possibile non capire che le cose pubbliche sono di tutti e che quello che lasciamo noi lo ritrova magari il nostro amico o vicino di casa o compagno di merenda.

 

Come è possibile non apprezzare e desiderare di vivere in un luogo pulito e ordinato.

Quando pianto la tenda non è in mezzo a immondizia sparpagliata ma in un verde o similverde praticello e svegliandomi al mattino, abbassando la cerniera della mia tenda, sono incantato dal bello della natura che ci circonda e non della schifezza altrui.

 

Ritornato sul posto qualche giorno dopo ho verificato che la zona era stata ripulita e resa accettabile, questo non autorizza alla sporcizia libera.

 

 

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L’aria fritta della qualità

pubblicato il 24 05 2013 | Comments 0

 

A parte il fatto che da quando ho selezionato questa fotografia ho una voglia matta di patatine, da alcuni giorni ho una fissa in mente, la qualità.

 

Mi rendo conto di quanto fumo negli occhi ci hanno sempre buttato con questo discorso della qualità, mi faccio una domanda e mi do la risposta.il panino di  McDonald’s è di qualità secondo voi ? Presumo che la stragrande maggioranza risponderebbe di no.

 

Invece vi dico di si,

Vi siete mai chiesti cosa vuole dire qualità, se quando acquistate un prodotto o un servizio vi dicono che sono di qualità cosa vi aspettate di ricevere ? Le risposte sarebbero varie e spesso confuse, infatti la parola qualità in realtà vuole dire tutto e niente.Quando un’azienda decide di mettere sul mercato un nuovo prodotto o servizio è lui stesso a deciderne i protocolli.

Questo vuole dire che sceglierà le materie prime, la confezione, e darà delle direttive ben precise per tutta la catena anche distributiva, di conseguenza se il suo prodotto rispetterà i protocolli potrà essere definito “di qualità”, ecco perché il panino di McDonald’s è un prodotto di qualità, perchà segue scrupolosamente il disciplinare.

Ho preso come esempio il panino più famoso del mondo per cercare di spiegare che tutto può essere di qualità basta che segua il protocollo che gli si è dato in fase di progettazione.

 

Proviamo a cambiare il modo di guardare le cose e avviciniamoci a una definizione che sarebbe bene utilizzare più spesso e in maniera consapevole.

Parliamo di eccellenza e scopriamo che chi produce con questo criterio non ha mai un punto d’arrivo ma è sempre rivolto al miglioramento di quello che fa e se per esempio produce dei biscotti lo farà selezionando le materie prime migliori fra le più buone e utilizzerà una lavorazione artigianale come per il caso dei krumiri di Rossi che da anni produce uno dei biscotti più buoni e di eccellenza che ci siano, oppure la pasta essiccata a basse temperature di Masciarelli per non parlare della cioccolata di Odilla Chocolat che se ci penso mi viene voglia di svuotarne un vasetto.

 

Si potrebbe fare una interessantissima lista di questi prodotti d’eccellenza distribuiti sul nostro territorio ma non essendo la materia di questo luogo internettiano mi voglio concentrare su quelli che penso siano i prodotti d’eccellenza nel campo del pulito.

Anche nel mondo del pulito ci sono aziende che si sono date degli standard alti di produzione per i propri detersivi-detergenti che dir si voglia ma non sono poi molte soprattutto se parliamo di prodotti che rispettano chi li utilizza e di conseguenza l’ambiente.

Una di queste è la Werner & Mertz, tedesca che con una linea completamente ecologica cerca di fare breccia nel marasma italiano, si parla di eccellenza nel proprio ambito fatta di ricerche e comunicazione volte a salvaguardare l’ambiente e che ci abita.

 

A prima vista i prezzi sembrano molto diversi dagli altri ma è nell’utilizzo che si scopre il vantaggio che è anche economico perché si sta parlando di prodotti concentrati.

Da oggi anche su Amazon

 

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L’Olio extravergine di oliva visto da Lo Specialista del pulito

pubblicato il 29 03 2013 | Comments 0

 

Piccoli piaceri della vita.

Li definisco cosi, sono quei momenti in cui ti prendi lo spazio per gustarti le cose che veramente ti piacciono e che ti fanno stare bene, per esempio vi voglio parlare di quando, dopo una giornata di lavoro decido di cucinarmi una pastasciutta, senza non potrei vivere, possibilmente quella trafilata in bronzo e non in oro, asciuga troppo, ed essiccata  a bassa temperatura, sinonimi di un prodotto buono fatto ricercando l’eccellenza.

 

 

La metto sul piatto fumante e faccio scendere con movimenti circolari un filo interminabile di olio extravergine di oliva che a me piace di sapore delicato e fruttato,  per poi spolverare con pepe nero.Da qui ho la conferma che la buona cucina non può prescindere dalla bontà della materia prima.

 

Siamo abituati a mangiare olio extravergine di oliva che troviamo comunemente in distribuzione e il nostro palato si è talmente omogenizzato che non ci accorgiamo che quello che mettiamo sulle nostre tavole spesso è rancido, praticamente andato a male.

 

Questo succede perché è un alimento come potrebbe essere il burro e quindi si ossida e invecchia facilmente, basta sottovalutarne la corretta conservazione e in poco tempo dobbiamo buttare via tutto.

 

Non sono un oli viticoltore ma per curiosità e passione assisto, ogni tanto, a incontri fra piccoli produttori di olio extravergine di oliva e se da una parte, per fare un buon prodotto, serve la cura delle piante e la giusta irrigazione, la dove ce nè la necessità perché per esempio le piante che crescono in zone aride sono abituate a vivere di poca acqua e quindi resistono, dall’altra centra anche la pulizia, infatti i sacchi e le cassette che vengono utilizzati per il trasporto, che dovrebbe avvenire entro poche ore dalla frangitura, al frantoio devono essere assolutamente puliti e non contaminati, pena un risultato non soddisfacente per i palati fini in quanto influenzato da batteri e muffe.

 

L’olio extravergine di oliva teme la luce, il calore e le temperature troppo fredde e soprattutto va consumato entro un anno dalla spremitura.

 

 

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Il lavoro dovrebbe ritornare ad essere prima di tutto un dovere e non un diritto

pubblicato il 25 07 2012 | Comments 0

 

Il vero problema che si fa finta di non vedere è che non serve e non serviva una riforma del lavoro ma una riforma per favorire e creare lavoro, che è diverso.

 

Energie sprecate e tempo sprecato perchè fin che le cose vanno avanti da sole sono tutti dei maestri, è quando ci si deve far venire delle idee che incominciano i problemi, soprattutto a livello nazionale, ovvero le idee gli vengono ma per favorire solo le proprie tasche o quelle dell’amico o dell’amico dell’amico per ottenere un voto in più.

 

Penso che l’unica vera riforma stia nella testa delle persone che tutti i giorni vanno a lavorare e che di questi tempi si vogliono mantenere il proprio posto di lavoro aumentando l’impegno ritornando all’origine vera del “produrre lavoro” con l’attaccamento e la passione per quello che si fa, solo cosi ci si potrà garantire il proprio posto di lavoro nei prossimi anni.

 

Serviva una legge anti lazzaroni e ne hanno fatta una sempre a favore di chi fa il furbo e aumentando le restrizioni per le aziende, quindi aumentando il malumore in tutti i sensi, non si vuole capire che tanto le grosse aziende fanno come vogliono a torto o a ragione, un esempio lampante lo stiamo vedendo con la Fiat.

 

Marchionne ha detto che per produrre le auto che si vendono in un anno in Italia basta un solo stabilimento, quindi degli altri cosa ne facciamo ?

I dipendenti della regione Sicilia sono 23mila mentre in Lombardia 3mila e visto che la Sicilia sta fallendo cosa hanno fatto? Hanno assunto 800 porta carte.

 

 

Questi sono esempi di come vanno le cose, e non mi voglio dilungare visto che si sanno, una proposta la voglio lanciare dal mio piccolo, visto il gran numero di persone impiegate nella pulizia di abitazioni senza un contratto regolare, perché non detassare i contributi di queste prestazioni in modo da innescare un sistema virtuoso che magari renderà poco o meno di quello che rende adesso, ma servirebbe a rendere più qualificato e qualificante il nostro mestiere, del quale non si può fare a meno se non si vuole vivere nella sporcizia.

 

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Adesso tutti ecologici, ma sarà vero ? Le iniziative verso l’eco sostenibilità aumentano, anche a Bergamo i commercianti trovano un protocollo d’intesa

pubblicato il 15 03 2012 | Comments 0

 

Disegno di Fredi Schafroth

 

Non è che adesso tutti di colpo sono diventati amanti dell’ambiente.

Anche a Bergamo i commercianti, attraverso il comune e naturalmente le associazioni si sono uniti creando un protocollo di intenti che ha come obbiettivo quello di aiutare l’ambiente e il cittadino.Certamente è una iniziativa meritevole di attenzione, è da più di quindici anni che si parla di ecologia, badate bene, si parla, perchè a parlarne sono tutti bravi.

Adesso che ci sono delle difficoltà a carattere generale tutti diventano e dicono di sposare la causa ecologica, eco sostenibile e via discorrendo.

La mia paura è che si utilizzi solo perché si ha l’idea che cosi si venderà di più e questo è vero ma ad una condizione ben precisa e cioè quella di non barare.

 

Attenzione che prima di tutto ci vuole l’atteggiamento giusto, non bisogna spruzzare il prosciutto a pezzettini negli occhi della gente, cosi come prima si usavano le fette intiere perché altrimenti non avremo capito un benemerito tubo, per usare un eufemismo.

Ci prendiamo in giro e prendiamo in giro le persone, per amare l’ambiente bisogna prima di tutto amare se stessi ed avere un atteggiamento ecologico anche quando non ci vede nessuno perchè è da li che parte tutto.

Sono tutti capaci di fare i verdi alla luce del sole ma quello che conta è soprattutto quello che si fa quando non ci vede nessuno, ci sono delle operazioni che vengono svolte quando il cliente non c’è come per esempio le pulizie dei bagni, la prima che mi viene in mente, per questo che bisogna essere convinti e sapere cosa vuol dire rispettare l’ambiente.

Ritorneremo sull’argomento anche perché vorrò poi andare di persona a verificare l’invasione dell’ecologia se sarà reale in città.

 

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Spargere il buonumore attraverso i fiori

pubblicato il 14 11 2011 | Comments 0

 

Se quando giriamo per le città  troviamo l’ordine e il pulito saremo portati a mantenerlo e/o a migliorarlo, questa è una visione onirica che mi porta a parlarvi di un’ idea spargi buonumore e che aiuta i paesi e le città  a mantenersi pulite e libere dal traffico.

 

 

Infatti in Francia lo scopo principale è proprio quello, far desistere l’automobilista dal parcheggiare dove non è consentito.

E allora se posso sognare, nella nuvoletta ci metterei anche le nostre città  che potrebbero migliorare sotto l’aspetto visivo e di accoglienza, sono convinto che sarebbe un deterrente al disordine.

Infatti la pulizia è anche ordine in senso generale, per questo dei fiorellini attaccati a dei pali spesso insignificanti, possono trasformare completamente quello che è di solito solo un punto delimitativo o di accesso rendendo più positiva l’atmosfera che lo circonda.

 

 

Passeggiando in città  circondato dai fiori, prima di buttare un pezzo di carta o altri rimasugli da vizio fumoso, voglia compensativa o bisogno organico, ci penserà due volte e andrà alla ricerca di un cestino; ci fosse nelle vicinanze!!!

Sempre convinto che il pulito ci rende più felici o semplicemente felici che non è poco

 

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Come pulirsi i denti

pubblicato il 01 05 2009 | Comments 0

A volte mi trovo a fare delle riflessioni sull’utilizzo e sull’efficacia della pubblicità  che abbiamo visto negli ultimi 30 anni.

Senza ombra di dubbio una cosa buona l’ha ottenuta e cioè quella di diffondere l’igiene personale in maniera efficace, una delle abitudini quotidiane è proprio quella del lavaggio dei denti che appunto è stato aiutato dall’invasione dei vari prodotti per l’igiene orale.

Oggi qualche consiglio su come pulire meglio i nostri denti.

  1. Lo spazzolino non deve essere troppo grande in modo da poter arrivare meglio soprattutto ai denti in fondo.
  2. La setola è consigliabile utilizzarla artificiale, e non naturale, in quanto la produzione delle setole artificiali hanno ormai raggiunto una tecnologia avanzatissima.
  3. Fra setole morbide, medie  o dure, predilite quelle morbide in quanto sono in grado di arrivare da tutte le parti in maniera delicata.
  4. Cambiate lo spazzolino quando le setole saranno schiacciate, mediamente ogni 3  mesi.
  5. Ricordatevi che se dopo un pà vi trovate le setole dello spazzolino schiacciate, significa che state premendo troppo quando lo utilizzate, il lavaggio va fatto con delicatezza.

un Sorriso



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Pulire ma con cosa

pubblicato il 23 02 2007 | Comments 0

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Photo by Paolo Monaco

 

La televisione da sempre pubblicizza prodotti per pulire meglio e senza fatica (possibile?) forse….ma ovviamente non ci spiega come sono composti, anche perchè sembrerebbe irrilevante ma appena proviamo un determinato prodotto su di una superficie che non ci hanno indicato, spesso facciamo danni.

 

Di “piccoli chimici” è piena l’aria.

 

Questo perché si pensa che se un prodotto pulisce per esempio un lavandino è in grado di pulire anche il legno.O peggio i mix diabolici, ammoniacaacido muriatico, per fare un esempio, cosi pulisce di più…….. e pio si va all’ospedale.

 

Se l’ecquilibrio della nostra salute fisica è data da un mix fra alimenti acidi e alimenti alcalini, questo non funziona per le pulizie poichè viaggiano separatamente, infatti per pulire per esempio un residuo di calce dovremo usare un prodotto a base acida mentre se dobbiamo togliere dello sporco organico ci rivolgiamo ad un prodotto alcalino.

 

Quindi i prodotti per la pulizia si dividono sostanzialmente in due:Prodotti a base Acida e prodotti a base Alcalina e con questi si pulisce qualsiasi superfice utilizzando ovviamente tecniche differenti.



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