Lo specialista del pulito

I lavori domestici dei bambini

pubblicato il 26 07 2013 | Comments 0

 

Rendersi utili aiuta a crescere con sicurezza.

Anche a cinque anni un bambino può svolgere delle attività dell’ordine, oltre a praticare con estremo successo quello del disordine non organizzato chiamato anche creativo ma più somigliante al cre-attivo.

 

In casa un bambino di cinque anni può riordinare i giocattoli e mettere via i propri vestiti, aiutare a fare i dolci, che poi mangerà, apprendere i rudimenti dell’igiene in cucina e in casa, anche mettere i vestiti sporchi nel cesto dedicato alla biancheria può fare.Basta stimolarlo e dargli il buon esempio.

 

BAMBINO A DIECI ANNI

Può rifare il letto dopo averlo sconvolto, aiutare ad apparecchiare e sparecchiare ma anche svuotare la pattumiera e  passare l’aspirapolvere, certamente potrebbe anche accatastare un po di legna per l’inverno e bagnare i fiori, raccogliere l’insalata dell’orto e pulire la gabbia degli animali, non feroci.

Portare a spasso il cane e guardare la sorellina più piccola se ce l’ha.

 

GLI ADOLESCENTI

Possono cambiare le lenzuola, soprattutto se le hanno sporcate loro, pulire e ordinare la propria stanza, separare i bianchi dagli scuri senza farne una questione razzista, preparare il pranzo:se in possesso almeno di una base commestibile, riempire e svuotare la lavastoviglie e rimetterne il contenuto al proprio posto, che sia sempre quello altrimenti non si trova più nulla, lavare automobile o  motociclo, tagliare l’erba con un minimo di senso estetico e se vogliamo esagerare stirare le camicie, naturalmente dopo aver preso un piccolo corso dalla mamma se è capace, altrimenti rivolgersi altrove.

 

La cosa più importante di tutte è non giudicare mai l’operato di chi vive in casa con voi, pena il rifiuto a svolgere operazioni domestiche da li  per i futuri cento anni.

Se  l’avete fatto chiedetevi se il vostro standard non sia troppo elevato.

 

E’ logico che ognuno di noi ha un sistema diverso di raggiungere i medesimi risultati ma bisogna essere pazienti e stimolare il miglioramento senza smontare gli entusiasmi nascenti.

 

Copyright © 2013 Lo Specialista del Pulito



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Pulizia Disintossicante Versus Case Naturali, Ecologiche, di Legno, Ecocompatibili, Ecosostenibili, insomma fatte apposta per l’Uomo più sensibile

pubblicato il 27 09 2012 | Comments 1

 

Scendo dalla macchina, il sole fa capolino tra le nuvole che si stanno allontanando faticosamente, a venti metri da me, in bella vista, le “case naturali” di Silverio.

Mi avvicino e la voglia di fare “clik” con il mio Samsung è irrefrenabile,  scatto qualche foto e aspetto di poter entrare, seguito da Silverio che cerca, faticosamente,  di liberarsi dal cellulare che  pare   sciogliersi  fra le sue mani.

Mi ha  portato  fino a Corteno Golgi, praticamente Aprica (Sondrio) in mezzo ai monti e al verde che sembra volerti abbracciare con il suo manto rilassante.

Ha voluto che respirassi l’aria nelle sue case di nuovissima generazione, costruite secondo natura, con materiali provenienti dalla terra, come il legno e la pietra, materiali primordiali in grado di restituire energia positiva alle persone che ci abitano e che ritrovano con essi l’armonia con la natura.

Il mio compito sarà quello di preparare il sistema più adatto per la pulizia attraverso prodotti ed attrezzature  che rispondono agli stessi requisiti, sia da utilizzare per la pulizia degli ambienti che per le stoviglie e e il bucato, insomma tutto nel rispetto della natura.

Avanzo,  poco lontano un cucù mi avvisa che qui il silenzio si fa ascoltare. Finalmente libero dal  cellulare, Silverio mi invita a  salire  le scale ed entriamo per vedere quella che è per me  la  prima casa che visito e costruita con questi criteri.

Il profumo di Cirmolo mi invade le narici e lo sento anche in gola, mi piace e Silverio incomincia a spiegarmi tecnicamente come vengono concepite e costruite queste abitazioni, per esempio mi dice che questo legno, di cui io ho avvertito il profumo, è in grado di abbassare i battiti cardiaci, tanto per dirne una.

 

Intorno a me solo legno,  pietra,  ferro e vetro, nulla è lasciato al caso, l’aria è fresca ma non fredda, Silverio mi spiega che grazie al legno qui il riscaldamento, a pavimento ed elettrico, praticamente non si usa quasi mai anche se si va  a meno 16 gradi durante la stagione invernale.

 

Faccio due conti e subito capisco che il risparmio energetico è altissimo, visto il costo dell’energia, sempre in ascesa, potrei andare avanti tutto il giorno a raccontarvi ma …il tutto al prossimo articolo e vi lascio al video che ho realizzato proprio mentre ero li.

Il pulito ci rende felici

 

Copyright © 2012 Lo Specialista del Pulito

 

 



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Le uniche costruzioni che hanno un futuro ed un presente sono quelle passive e quindi ecosostenibili

pubblicato il 07 09 2012 | Comments 0

 

CASA PASSIVA

 

Le prime sono nate in Svezia nell’ormai lontano 1988, sono abitazioni praticamente autonome nel senso che non necessitano di impianti di riscaldamento, grazie alla progettazione e ai materiali utilizzati, prevalentemente legno tagliato in luna calante.

Questo tipo di legno viene chiamato anche “Legno lunare”, trattasi quindi di un prodotto assolutamente naturale con tutti i benefici che ne derivano.Infatti il legno naturale è indicato a chi soffre di allergie, filtra i gas nocivi, protegge dalle radiazioni elettromagnetiche e assorbe l’eccesso di umidità per rilasciarla quando l’ambiente è secco.

 

Il legno resiste ai parassiti, sto parlando di un certo tipo di legno e non tutto quello che ci troviamo generalmente in giro, deve essere preparato da specialisti.

Cosi facendo si riesce ad avere anche un legno che dura nel tempo senza bisogno di protezioni particolari, diversamente da quanto si pensa o siamo abituati a vedere.Altra caratteristica importantissima è che questo tipo di legno non brucia.

Il legno è un ottimo isolante acustico e termico, ne derivano ambienti sani ed armoniosi.

 

 

Dopo esserci circondati di prodotti che aiutano e migliorano il nostro benessere bisognerà anche pensare a come mantenere puliti questi ambienti, e di certo non ci metteremo a pulire in maniera tradizionale, altrimenti non avremo capito nulla o poco della scelta che abbiamo fatto di acquistare una casa di questo tipo.

 

 

Proprio per risolvere in modo consapevole queste problematiche, che vanno da quale detersivo usare per la lavastoviglie, fino ad arrivare alla pulizia dei pavimenti o dei vetri per finire con la lavatrice, è nata la figura dello Specialista del Pulito che affronta con voi questi temi.

 

La cosa migliore è quella di fare un incontro programmato per vedere tutto l’insieme delle cose da fare, ma intanto potete vedere alcuni prodotti a disposizione sul negozio e poi decidere eventualmente di fissare un incontro.

 

Copyright © 2012 Lo Specialista del Pulito



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Ordine e Pulizia con la Bioarchitettura 2/2

pubblicato il 24 04 2007 | Comments 0

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Photo by Sandor Pinter

Ma continuiamo il nostro esame.

Buona lettura.Tratto da creativefengshsui

Che cosa vediamo dunque oggi?

In Italia le potenzialità  della bioedilizia iniziano ad essere chiaramente percepite anche dalle istituzioni, che stanno attivando, in diverse zone del paese, iniziative molto interessanti sotto il profilo della promozione di una architettura sostenibile.

Ma perchè?

Perchè ci stiamo avvicinando sempre di più ad una crisi energetica!

Il petrolio diminuisce e costa sempre di più, i terroristi ci mettono la loro parte, i consumi di energia pro capite aumentano continuamente, i costi di produzione e trasporto crescono come non mai, il nucleare è un casino, Putin non si sa se ci manda il gas, accidenti!€¦ è ovvio che si agisca con l’obiettivo di ridurre al massimo gli sprechi e che si cerchi di massimizzare l’efficienza di ogni macchinario, processo, costruzione. L’alternativa è il disordine sociale€¦provate a pensare che cosa potrebbe succedere se mancasse il gas a gennaio nelle grandi città .

Saremo veramente costretti ad utilizzare il sole, il mare, il vento: come in natura, ma guarda un po’!

Chi l’avrebbe mai detto€¦

Tutto questo è ovvio €“ ma andava fatto 70 anni fa. Stiamo facendo ora cià che sarebbe stato prudente e logico attuare 70 anni fa!!

(Mi sembra di essere Beppe Grillo€¦ dico cose ovvie e sembra che siano idee originali)

Dunque, quello che prima era un vezzo per pochi fortunati (la bioarchitettura appunto) diventa ora l’aurea regola di costruzione.

Tu uomo costruirai solo in bioarchitettura! Recita l’undicesimo comandamento€¦

Ora ci siamo buttati sull’eccesso opposto. Ormai ci sono le case passive! Non quelle che consumano poca energia per il riscaldamento, o quasi zero, e nemmeno zero! Ci sono quelle che ne producono (e si riscaldano lo stesso)!

Perchè ora noi non ci accontentiamo€¦ noi facciamo sul serio!

Ma l’inquinamento è una cosa naturale. Perchè vogliamo evitare l’inquinamento? Perchè vogliamo fare finta che non esista? Anche la volpe che fa i suoi bisogni €œinquina€ un poco. Ma questo €œinquinamento€ viene riassorbito dall’equilibrio naturale e trasformato anzi in nuovo nutrimento.

Ora, io mi chiedo: non era meglio iniziare a costruire nel secolo passato, inquinando pochino pochino, in modo che questo venisse riassorbito nel ciclo naturale, senza contraccolpi, piuttosto che trovarsi adesso con il 95% delle abitazioni assolutamente inadeguate, ed iniziare una corsa contro il tempo (persa in partenza€¦), sventolando il vessillo della bioarchitettura?

Forse era meglio attuare congiuntamente delle politiche energetiche, edilizie, urbanistiche più rispettose dell’ambiente e degli stessi uomini.

Su quanto è stato fatto negli ultimi 70 anni, esiste una responsabilità  collettiva dei progettisti ed architetti, delle istituzioni statali, condivisa con altre corporazioni, che non puà essere elusa. Non si puà fare finta di niente.

L’aspetto tragico delle scelte politiche di questo periodo, è che lo sfruttamento incondizionato dell’ambiente, sotto tutti i punti di vista, non è nemmeno stato a vantaggio dell’uomo. In questo caso, forse, sarebbe stato persino giustificabile.

Ma basta che ci guardiamo intorno: al giorno d’oggi, fronteggiamo crisi di mancanza d’acqua, siccità , inquinamento, disservizi della rete elettrica, difficoltà  nello smaltimento dei rifiuti€¦

Questo è il retaggio che ci è stato lasciato dagli ingegneri, architetti, progettisti, urbanisti, pianificatori dell’ultimo secolo. E da qui, da questo contesto, dovrebbero sorgere i bioarchitetti del futuro€¦?

Ora quindi la bioarchitettura tira molto, e vende. E infatti tutti ci si buttano sopra€¦ è l’affare del nuovo secolo!

Ma parliamoci chiaramente. La bioarchitettura non risolverà  davvero i problemi, semplicemente perchè non puà risolverli. I problemi infatti stanno a monte, nei comportamenti e nelle idee delle persone.

Quando è stata inventata la fossa settica, fantastico! Cosଠle fognature non saranno più necessarie, con conseguenti grandi risparmi. La fossa riceve, i batteri decompongono, l’acqua residua (pulita anche se ovviamente non potabile) viene lentamente assorbita nel terreno o scaricata.

Peccato che nessuno ha avvertito la popolazione che il funzionamento della fossa settica è basato su batteri vivi, e che i detersivi ed i prodotti chimici li uccidono, rendendo la fossa inutile.

Peccato che non sia stata fatta una legge per eliminare dal commercio i detersivi chimici e favorire quelli biologici.

Risultato? Le fosse non funzionano. Perà abbiamo un mucchio di gente che guadagna svuotando le fosse (che sono state concepite proprio per evitare questo!) e porta in giro la merda (scusate il termine tecnico).

Ben venga, quindi, la bioarchitettura, che perà puà essere davvero utile solo se contestualmente cambiano gli stili di vita, i tipi di consumo, l’organizzazione del lavoro e il valore che si dà  alle cose€¦

(1) Come ho già  fatto notare in altra sede, l’architettura attuale non crea veramente, semplicemente perchè non ha più gli strumenti per farlo. Si limita ad assorbire gli impulsi e le influenze del modo di sentire dominante, ed esprimerli manifestandoli fisicamente nell’ambiente.

L’urbanistica, le forme che usiamo, le abitazioni che vediamo sono espressione di archetipi e tendenze presenti nella società .

Cià che viene creato a sua volta influenza la sensazione collettiva, in bene o in male. Questo è uno dei principi fondamentali del Feng Shui: €œForm follow Chi, Chi follow Form€. Comprendere veramente questo segreto e saperlo applicare operativamente è uno dei traguardi più alti per un Maestro di Feng Shui. Richiede parecchi anni di lavoro personale.

Non è possibile veramente creare se non si conosce il Feng Shui (nella sua versione integra, non le semplificazioni moderne!), perchè il Feng Shui è il linguaggio della natura e del mondo. E noi viviamo nel mondo.

La responsabilità  del progettista sta proprio nel progettare passivamente, inconsapevolmente, non rendendosi conto che non sta creando un bel nulla, ma lui stesso è solo un mezzo attraverso cui alcune idee e opinioni collettive si manifestano fisicamente. Se fosse veramente creatore potrebbe opporsi, dirigere, controllare, modificare queste tendenze (questo facevano i grandi maestri nell’antichità ). Ma, come già  detto, non puà farlo, perchè gli manca la connessione con gli archetipi, e dunque diventa complice inconsapevole e strumento di queste stesse influenze.

Un esempio macroscopico del principio sopra citato è il seguente.

Tutte le civiltà , o i periodi storici, hanno espresso un loro stile (architettonico, artistico) omogeneo e caratteristico (si pensi ad esempio al Romanico, Gotico, etc.), nonostante la grande varietà  di rappresentanti dello stile.

Ogni rappresentante personalizza lo stile, ma nello stesso tempo non puà esimersi dall’esprimere alcune tematiche fondamentali, caratteristiche dello stile stesso.

Questo è il motivo dell’omogeneità  e della coerenza di uno stile. Se non fosse cosà¬, le espressioni personali sarebbero molto più variegate di quanto si riscontra in pratica.

Andando più in profondità , dalle caratteristiche basilari si possono ricavare gli archetipi di riferimento.

Chi conosce gli archetipi, puà tentare di plasmare, di guidare. Questo è stato fatto più volte in passato. Chi non li conosce, semplicemente ne subisce l’effetto, come un’arma: chi la sa usare la domina e la dirige verso gli altri; chi non sa come utilizzarla, puà solo subirne gli effetti o stare a guardare.



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Ordine e Pulizia con la Bioarchitettura 1/2

pubblicato il 23 04 2007 | Comments 0

biocasap.jpgQuando leggo articoli come questo, da una parte mi entusiasmo per la nitidezza delle idee, dall’ altra mi inorridisco perchè ancora una volta mi rendo conto come, in termini di edilizia, l’Italia sia veramente un disastro.La riflessione che faccio spesso quando mi guardo in giro, è che la gente studia una vita per poi progettare spesso degli obrobi o altrimenti delle costruzioni magari anche carine dal punto di vista estetico ma nel posto sbagliato, senza parlare poi del discorso che vi spiegherà  perfettamente Stefan Vettori nell’articolo che segue.

Buona lettura.Tratto da creativefengshsui

Bioarchitettura… perchè?

 

 

Parlando con un mio amico, bioarchitetto, ho sentito una riflessione che mi ha fatto pensare molto.

Lui afferma che €œla bioarchitettura è una contraddizione in termini, non dovrebbe esistere.

Infatti, se la bioarchitettura è l’architettura €˜ideale per la vita’, allora, che cos’è architettura (quella senza il prefisso bio-)? A che cosa serve? E, soprattutto, che cosa ha combinato?€

 

In effetti l’osservazione non è da poco. Abbiamo già  fatto notare che la definizione del termine €œarchitettura€, su un qualunque vocabolario, non fa riferimento all’uomo nè all’ambiente circostante.

Questo di per sè è già  un segno importante, significa che al centro dell’architettura €œcomunemente intesa€ non c’è l’uomo. Nè il contesto geografico, climatico, geologico, ecologico, socioculturale in cui si va a costruire.

Si tratta solamente di costruire tanto, a basso costo, cercando di evitare o aggirare le poche regole esistenti di salvaguardia dell’ambiente.

 

Ora, è caratteristica degli occidentali gettarsi gioiosamente in ogni novità , verso il radioso futuro di sviluppo e successo.

Permettetemi invece di fare l’orientale.

Permettetemi un attimo di distacco e di osservazione imparziale su questo periodo storico.

 

Tanto più un cambiamento è significativo ed importante, tanto più dev’essere ponderato, dev’essere considerato rispetto alla sua integrazione con il passato e ai suoi effetti sul futuro.

Prima di vedere dove si sta andando, è importante sapere dove si è!

 

Quindi, prima di abbracciare la bioarchitettura senza riserve, meglio valutare bene la situazione.

Le osservazioni fatte nel seguito, hanno valore collettivo, di massa; si tratta di un esame a livello complessivo, non specifico.

 

Perchè, da qualche anno, questo grande successo della bioarchitettura?

La bioarchitettura è stata per parecchi anni una disciplina €œminore€, €œdi nicchia€, in quanto gli alti costi di produzione dei materiali utilizzati ne limitavano parecchio la diffusione.

Inoltre, le soluzioni tecniche o progettuali proposte dalla bioarchitettura a volte non rispettano la regola fissa €œridurre le spese al minimo, fregandosene completamente del benessere dei futuri fruitori€ applicata praticamente ovunque.

Questo è stato un ulteriore motivo di limitazione.

 

In più bisogna dire che questa disciplina è stata spesso irrisa, da molti architetti in primo luogo (!), ed accusata ora di esotismo, ora di originalità  ad ogni costo, di prodotto di lusso, di essere una €œmoda per ricchi€, di qualcosa per i nostalgici del passato.

E tuttora, frequentando per lavoro molti architetti, ne incontro una buona percentuale che, sentendo parlare di bioarchitettura ridono, sbruffano, minimizzano, denigrano€¦ ed ovviamente non hanno la minima conoscenza in merito.

Non oso nemmeno immaginare che cosa pensino del Feng Shui!

A parte gli scherzi, questo comportamento è sintomo di uno scontro, una discontinuità  all’interno dell’architettura, speriamo foriera di un cambiamento positivo.

 

Ma, da qualche anno, tutto questo è cambiato. Si parla sempre più di bioarchitettura, le strutture statali iniziano a interessarsi, vengono proposti corsi, nascono ditte specializzate in bioedilizia, etc.

Tutto questo €“ in un certo senso €“ è un bene, ma non significa automaticamente abbracciare la bioarchitettura come soluzione definitiva nel campo delle costruzioni.

 

Facciamo un salto indietro e chiediamoci: ma perchè molte delle tecniche ora utilizzate in bioarchitettura, non sono state utilizzate anche nel passato recente (mi riferisco al XX secolo, in particolare dopo la Seconda Guerra Mondiale, diciamo dal 1950 in poi)?

Forse che le tecniche erano troppo costose? O non realizzabili per l’epoca?

La risposta è: no e no.

Molte di queste tecniche prendono spunto dalle modalità  costruttive degli antichi, ad esempio:

 

– il recupero dell’acqua piovana dai tetti, utilizzata nei giardini o per l’impianto idrico

– il riutilizzo delle acque bianche per lo scarico del WC

– l’utilizzo di certi abbinamenti di materiali per migliorare la coibentazione della casa, e diminuire

quindi il consumo energetico

– la costruzione di cisterne per l’accumulo di acqua nelle regioni con clima mediterraneo, asciutto

– l’opportuno orientamento dell’abitazione e l’apertura di finestre in un certo modo

– limitare l’uso della vasca da bagno per il grande consumo di acqua

– l’uso adeguato delle risorse energetiche presenti SUL TERRITORIO, evitando cosଠenormi costi

di trasporto

– lo stile di vita meno sedentario e, quindi, la possibilità  di limitare il riscaldamento degli ambienti

(la temperatura ideale per l’uomo, in inverno, è tra 15,5°C e 18°C)

– €¦

 

Tutti interventi che hanno un costo quasi nullo ed una difficoltà  di realizzazione irrisoria.

 

Sorge allora un altro dubbio: forse che gli architetti del secolo scorso non erano intelligenti come quelli di adesso?

No, nemmeno. Il fatto è che è stato scelto di costruire in modo selvaggio, innaturale, svantaggioso per l’uomo. Ed è stata una scelta deliberata (vedi nota 1).

 

Significativo il fatto che, da qualche anno, gli Americani si sono inventati una nuova malattia: la SBS €“ Sick Building Sindrome, che potremmo tradurre come €œsindrome da edificio malato, sfavorevole€. Agli Americani piace tanto inventare nuove malattie€¦

Questa €œmalattia€ presenta una grande varietà  di sintomi, più o meno gravi, secondo l’energia della persona.

 

Ora io mi chiedo, com’è possibile che, collettivamente, i responsabili dello scempio che è stato fatto a livello costruttivo e urbanistico negli ultimi 70 anni, diventino ora i profeti della buona novella?

Com’è possibile che una corporazione, che ha un retaggio socio-storico di un certo tipo, improvvisamente inverta la tendenza?!

 

Com’è possibile passare dall’architettura alla BIOarchitettura senza farsi, prima, un profondo esame di coscienza? Un riesame del ruolo dell’architetto nella società  odierna? Magari provare a cercare le vere radici dell’architettura€¦

 

Non sarebbe forse meglio ammettere gli sbagli colossali dell’intera categoria, che sono sotto gli occhi di tutti, ed adoperarsi al meglio per risanarli, prima di passare allegramente alla bioarchitettura?!

Io non ho ancora sentito nulla di tutto questo€¦

Domani la seconda parte…



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Feng Shui Casa Ufficio

pubblicato il 20 02 2007 | Comments 1

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Una pratica antichissima che ci puà aiutare in casa e in ufficio, il Feng Shui

Da Alice Casa….Forse non tutti siamo pratici di Feng Shui (l’antica pratica cinese di organizzazione dello spazio in relazione alle energie presenti nell’ambiente), ma c’è una branca di questa filosofia che puà interessare chiunque possiede una casa e, soprattutto, se ne prende cura. A diffondere il verbo dello “Space Clearing” è Karen Kingston, che in merito ha pubblicato due libri ampiamente considerati nel mondo anglosassone e tenuto workshop in molti paesi. Space Clearing è il termine coniato dall’autrice per definire “l’arte di purificare e consacrare le energie presenti negli edifici“.Si parte dal principio, condiviso con il Feng Shui, della necessità  di ordine e di rigore e lo si applica alla pulizia domestica. La Kingston accusa il cosiddetto “clutter“, ovvero quel miscuglio di cose inutili e incompiute che tendiamo a stipare nei meandri delle nostre case, di accumularsi là  dove le energie stagnano.
D’altra parte, le energie stagnano e non si liberano là  dove si accumulano troppe cianfrusaglie e oggetti indesidarati. Il “clutter” è un sintomo di cià che sta accadendo nelle nostre vite: chi mette mano a cassetti e armadi stratificati, dunque, si disfa non solo di capi e oggetti superflui, ma anche di legami con il passato e blocchi mentali che impediscono a nuove e migliori energie di fluire nelle nostre vite. Non per niente, per sottolineare la simbolicità  di tali gesti, la Kingston consiglia di tenere nella propria casa una vera e propria cerimonia domestica, completa di incensi, altari e campanelli.Senza ricorrere a tanto, il gesto liberatorio di eliminare vecchi vestiti e souvenir improbabili giova a tutti: quindi forza! angolo per angolo, setacciate la vostra casa e liberate le vostre energie, seguendo un percorso Feng Shui:

Individua le zone
Ci sono zone deputate alle cianfrusaglie, (ripostigli, cabine armadio, soffitte e cantine, che è bene ripulire periodicamente) e altre meno: controlla gli spazi dietro le porte, nei corridoi, sotto i letti, sopra il guardaroba… di sicuro qui troverai qualcosa che è possibile eliminare.

Il momento
Partendo dal presupposto che ogni momento è quello giusto, sfrutta perà certe situazioni particolari: in primavera, di ritorno da una vacanza, quando traslochi, dopo una malattia, quando cambi il lavoro, quando inizi una nuova relazione.

Gli scatoloni
Ne servono cinque: uno per la spazzatura, uno per gli oggetti da riparare/rinnovare, uno per gli oggetti da regalare, scambiare, vendere, uno per gli oggetti in transito da una parte all’altra della casa ed eventualmente lo scatole degli oggetti “problematici”.

Fare ordine senza eliminare
Non è detto che devi sempre liberarti delle vecchie cose: a volte le devi semplicemente ricollocare nel loro giusto posto o assegnargliene uno se ancora non lo hai fatto.

Eliminare
E’ la tappa finale e fondamentale, ci insegna la Kingston: allontana da casa gli scatoloni con le cianfrusaglie che hai eliminato.

Svuota quotidianamente i cestini
Fallo a fine o a inizio giornata e assicurati di averne a sufficienza in giro per la casa.



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